Inaugurazione Anno Accademico 2016-2017

Don Simone Billeci, segretario

Eccellenze Reverendissime,

cari Collaboratori e Docenti della Scuola di Teologia di Base,

carissimi Alunni,

Signore e Signori!


È per me motivo di gioia, anche per quest’anno, essere presente al momento di apertura delle attività del nuovo anno accademico.

Ciò, per un verso, mi consente di volgere lo sguardo verso l’anno concluso per ricordarne i momenti salienti e, per altro, mi dà l’opportunità di presentare, sia pure brevemente, alcune tra le varie e interessanti attività che intendiamo promuovere per il nuovo anno accademico.

Quando mi sono soffermato a considerare l’anno appena concluso, cercando, anche per quest’anno un termine che potesse esprimere quanto abbiamo vissuto in quei mesi trascorsi, ossia ciò che ha caratterizzato l’esperienza che abbiamo tratto da quel tempo condiviso e, nello stesso tempo, il compito che ci viene consegnato per il nuovo anno, si è fatto strada con crescente insistenza il termine comunione.

Termine già caro – lo sappiamo bene – alla Traditio ecclesiae, impiegato per indicare la qualità relazionale del Dio uno e trino; per determinare il concetto di Chiesa, quale icona della comunione trinitaria e per specificare, non ultimo, uno dei significati dell’Eucaristia – come recita il Catechismo della Chiesa Cattolica (n.1331) – : “Comunione, perché, mediante questo sacramento, ci uniamo a Cristo, il quale ci rende partecipi del suo Corpo e del suo Sangue per formare un solo corpo”.

Comunione, è stata vissuta con intensità, anzitutto, a partire da coloro che, anche per quest’anno, hanno permesso di offrire nei nostri Centri di insegnamento lo studio delle discipline teologiche, fornendo a molti dei nostri alunni un’occasione importante per ritornare a Dio, per approfondire e vivere con maggiore coraggio la propria fede, per rafforzare l’appartenenza alla Chiesa.

La mia profonda gratitudine, in tal senso, è rivolta alla molteplicità dei soggetti impegnati nella buona riuscita del servizio della Scuola.

In primis, il mio grazie va ai nostri docenti, soprattutto per la qualità del loro lavoro, ispirato ai contenuti del Catechismo della Chiesa Cattolica, quale norma sicura per l’insegnamento della fede, oltre che per la dedizione con cui hanno operato.

Un grazie particolare intendo rivolgere ai docenti-laici per la preziosa collaborazione offerta al servizio della nostra Scuola, rendendola più laicale e meno clericale!

I sacri pastori, infatti, - sono le parole della Costituzione Dogmatica sulla Chiesa del Concilio Vaticano II (Lumen gentium) - sanno benissimo quanto i laici contribuiscano al bene di tutta la Chiesa. Sanno di non essere stati istituiti da Cristo per assumersi da soli tutto il peso della missione salvifica della Chiesa verso il mondo, ma che il loro eccelso ufficio consiste nel comprendere la loro missione di pastori nei confronti dei fedeli e nel riconoscere i ministeri e i carismi propri a questi, in maniera tale che tutti concordemente cooperino, nella loro misura, al bene comune” (LG 30).

Un grazie particolare va, ancora, ai referenti locali, per la crescente capacità organizzativa manifestata nell’impegno con i nostri alunni, sostenuta anche dalla realizzazione di momenti aggregativi extra-didattici; nonché ai parroci, per aver messo a disposizione i locali parrocchiali.

Comunione, è quella vissuta lo scorso anno, con alcuni uffici e associazioni diocesane. In particolare, con l’Ufficio I.R.C. (Ufficio per l’Insegnamento della Religione Cattolica) per la disponibilità offerta da parte di non pochi e qualificati insegnanti laici a prendere parte del corpo docente della Scuola; con il Progetto Culturale diocesano, con l’Azione Cattolica e la Biblioteca Ludovico II De Torres in occasione della pubblicazione dell’edizione critica degli scritti della Beata Pina Suriano e il Convegno diocesano dal titolo “Dal Convegno di Firenze, verso il Sinodo Diocesano” tenutosi a Poggio San Francesco lo scorso Novembre; con l’Archivio Storico Diocesano, in occasione del convegno-mostra dal titolo “Salutem et Apostolicam Benedictionem”.

Comunione, è tutta ancora da vivere, per questo nuovo anno accademico, con altri uffici diocesani: in particolare, con l’Ufficio Pastorale Sociale del Lavoro, grazie al quale i nostri alunni avranno occasione di ricevere, attraverso i Seminari di studio, un approfondimento nella disciplina inerente la Dottrina Sociale della Chiesa.

Comunione, infine, è ancora da scegliere, da voler vivere e instaurare, non soltanto nella sua dimensione orizzontale, ma anche nella sua dimensione verticale: guardando al cielo – come ci chiede nostra Madre la Chiesa –, in quella che chiamiamo e definiamo comunione dei santi.

La ricorrenza del decennale della morte di Mons. Cataldo Naro, morto prematuramente il 29 Settembre 2006, offre a noi l’occasione per intensificare suddetta comunione in questo anno accademico dedicato interamente alla sua persona.

Tra le varie attività che intendiamo promuovere, segnaliamo sin da adesso la Giornata di studio del 30 Gennaio prossimo a Poggio San Francesco, in occasione della presentazione della pubblicazione degli scritti del magistero episcopale di Mons. Naro, che costituirà uno dei momenti centrali della commemorazione.

A ravvivare la memoria del compianto Arcivescovo, inoltre, in collaborazione-comunione con il nostro Museo Diocesano, diretto dalla professoressa Maria Concetta Di Natale, contribuirà anche una mostra fotografica curata dall’Architetto Santo Edoardo Di Miceli, che si terrà da Sabato 10 Dicembre 2016 a Domenica 12 Febbraio 2017.

A introdurci in questo percorso è, oggi, S.E.Rev.ma Mons. Antonio Staglianò (vescovo di Noto), che accogliendo il nostro invito, terrà adesso una lectio magistralis dal titolo “L’eredità di Cataldo Naro”.

RingraziandoLa sin da ora per quanto vorrà dirci, auguro a tutti buon ascolto e buon lavoro per il cammino formativo che qui, oggi, ha inizio! Grazie.


Don Simone Billeci, segretario

 

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